Saturday, 10 January 2015

Sketch 1: Some nonsense dream

By The Elk



STORY I:

In that drawing, I see a girl; she seems calm and happy to be in that mysterious forest, swinging on a swing. The swing represents all her problems while the dark forest represents her fears, but the moon is her hope and light. The moon is the smallest object in the painting because the struggles will always be big and infinite but there will always be some kind of hope that will give one strength to pass them on. Now the swing starts from the moon and it is long, but so is her life. When she will have no struggles and enjoy life, then she will be able to enjoy fully the light that is given to her by the moon.


Written by: Nika






STORIA II:


-Hai mai visto una notte senza stelle?


Lo chiede così, dopo infiniti minuti di silenzio.


-Forse ho visto nuvole capaci di nascondere le stelle, ma un cielo vuoto mai.


-Allora chiudi gli occhi.


Giro la testa verso di lui, la guancia premuta sull'erba umida. Non sono mai stata particolarmente brava a fidarmi. Sorride come un bambino che custodisce un segreto prezioso.


-Non devi guardarlo con gli occhi per immaginare.


Fa scivolare le dita sulle mie palpebre, ha la pelle ruvida e un tocco lieve. Rabbrividisco.


-Non è una cosa che di solito si fa con i morti?


Ride.


-Solo se guardi la morte troppo a lungo. Tu tieni gli occhi chiusi.

Li copro con le mani in segno d'assenso.

Lui gonfia i polmoni fino al limite, butta fuori tutta l'aria e comincia a raccontare.


-Immagina il blu del cielo di notte, guardalo tutto attorno a te, come se uno scrittore distratto avesse rovesciato una boccetta d'inchiostro scrivendo una lettera con una vecchia piuma e un calamaio. E ora pensa a una luna in mezzo a tutto questo blu. A una luna e un po' di blu. Ci riesci?

Lascio risuonare l'eco delle sue parole ancora un po' prima di rispondere, è una strana sensazione sentire la sua voce che dipinge chissà quale storia nella mia testa. Mi sento come un quadro che sta per cadere dal chiodo.


-La luna la immagino rotonda.


-Va bene. Un cielo vuoto, una luna rotonda e nessuna stella intorno. E sotto gli esseri umani, tutti senza un destino ora che qualcuno ha portato via tutte le stelle. Qualcuno lo cerca, perché senza si sente perso, qualcuno si innamora e non muore, altri non si ritrovano, i bambini progettano di volare lontano.


-I bambini hanno le ali?

-Se vuoi sì.

-Allora hanno le ali solo se vogliono. Possono scegliere?


-In un mondo senza stelle possono scegliere, si.


-Sarebbe più facile senza stelle?


-O forse più difficile.


-Sarebbe più caotico.


-Immagino di sì.


Chiudo gli occhi più forte, come se cercassi di vedere qualcosa che non posso guardare.


-Tu voleresti fino alla luna per vedere tutti I suoi buchi. Adesso, da qui. Ti alzeresti tra gli alberi come un uccello e più voleresti in alto più torneresti piccolo, e una volta arrivato alla luna ti verrebbe voglia di appenderci un'altalena e dondolare sul mondo. Magari visto un po' più da lontano farebbe meno paura.


-Secondo me sarebbe merito dell'altalena

-Bisognerebbe provare

-E cosa aspetti?


-Una notte senza stelle


-Ma no! Chiudi anche tu gli occhi. E poi raccontami com'è il mondo da un'altalena lunare.


Ci pensa un po'.


-Alla giusta distanza per credere che tutti siano felici.


-Anch'io?

-Soprattutto tu.

-E come sono felice?


-Più bella. 

-Abbastanza da lasciarmi fare un giro sulla tua altalena?


-No. Abbastanza da scendere a vedere se sei davvero felice come sembri.


-E se non lo fossi?


-Ti è piaciuta questa notte senza stelle?


-Credo di sì.


-E credi anche che in cantina ci sia ancora della vernice blu?


-Si, ma inizio a perdermi. Cosa pensi?


-Apri gli occhi. Voglio dipingere il soffitto come una notte senza stelle. Con una luna nell'angolo a destra. E ci metteremo anche un'altalena appesa alla luna. Così potremo tornarci ogni volta che vorremo. E vedere tutto più da lontano


-E tornare bambini.


-E felici


-E senza una storia già scritta


-Si, potrai scrivere tutto quello che vorrai dell'altalena.


-Tutto tutto?


-Tutto.

-Allora in cantina arrivo prima io. E tu dovrai offrirmi un gelato!


Apro gli occhi, corro, I colori vorticano così veloci che potrei credere di vedere davvero quella storia immaginata.


-Con la panna, ma solo se mi batti. 

Ed è già davanti a me.


Scritto da: Nil






HISTORIA III:


-Veo que te balanceas pero no sonríes, pequeña.


-(Se seca una lágrima)
 
-Ni respondes

-(Disiente)

-Pero oyes.

-(Asiente)

-¡Al menos gesticulas!

-(Se seca otra lágrima)

-Me verás muy grande, supongo, desde ahí… pero no te asustes. Es normal. No te creas que sea porque eres pequeña, pequeña. ¿Quién de los dos es el grande que se balancea en la Luna?

-(Estira las piernas y toma más impulso)

-Entonces… ¿Por qué soy yo el que sonríe y tú la que sufre? ¿Qué nos diferencia?
 
-(Señala hacia su infinito)

-¿El marco crees?

-(Se encoje de hombros)

-Es bien posible… déjame que te cuente… todavía recuerdo lo mal que lo pasaba cuando tenía marco.
 
-(Sonrisa cínica)

-Sí. Es verdad. Me sentía atrapado, cohibido, atado. No lo veía, como el tuyo, pero sentía que estaba ahí, palpitante, diciéndome una y otra vez, y otra que ese era mi límite, que no podría pasar. Cada vez que quería dar un paso al frente me chocaba y retrocedía dos. Como un estúpido seguía intentando avanzar, hasta que un día el impacto me tiró al suelo. Y sé que entonces muchos se habrían quedado lloriqueando y finalmente abandonado todo. ¿Pero sabes qué hice?

-(Con un brillo en los ojos agita enérgicamente la cabeza)

-Soñé.

-(Levanta una ceja, confusión)

-Soñé… soñé hasta vivir mi propio sueño.

-(Levanta la otra ceja, incredulidad)

-Imaginé lo que no me dejaba alcanzar el marco y lo hice mío sin tenerlo. Lo disfruté hasta que la vida me parecía ridícula sin mi sueño. Sin mi felicidad. Entonces desperté.

-(Abre la boca, sorpresa)

-¿Y qué pasó?

-(Se agita ansiosamente, esperando la respuesta, impaciencia)
 
-Desperté y con una sonrisa rompí mi marco invisible. No lo veía pero oí sus pedazos cayendo al suelo y su existencia desvaneciéndose. Y entonces fui libre. Libre de luchar por la felicidad que había soñado.

-(Pensativa)

-¿Lo probamos?

-(Cara interrogante)

-Cierra los ojos… eso… Ahora piensa que estás a mi lado. Piensa que eres libre. Piensa que eres feliz. Piensa lo que tú quieras. Porque puedes pensar lo que quieras. Y hacer lo que quieras.
-(Ojos cerrados, concentración)

-Ahora levántate y anda. Solo hazlo. Guíate por mi voz… ¡Aquí! ¡Aquí! Extiende la mano… ¡Te tengo!

-(Abre los ojos repentinamente. Mira alrededor, boquiabierta)

-Bienvenida.

-(La alegría desborda sus ojos. Se le contagia a la boca. Al gesto y a la postura acto seguido. Felicidad)

-¡Eh! Mírame. ¿Ves cómo te sientes? ¿Te gusta?

-(«Sí, sí… ¡sí!» parecían gritar sus labios mudos y expresar sus aguados ojos)

-Pues es un sueño. Despierta.

-(Cara de indignación, desprecio)

-Vuelve en ti. Es lo que te toca. Sabes que esto no es real.

-(Comprensión. Resignación)

-Pero… prométeme que sonreirás, pequeña. Con este fantástico sueño.

-(Sonrisa sin excesos, sin enseñar los dientes. Se deja hundir en su propia existencia y vuelve a sentir su marco. Cae desde la Luna, grácilmente, las manos en los infinitos hilos, hasta volver a sentir su lugar. Se vuelve a balancear. Feliz)

-Que sonrisa más bella…

Escrito por: Garrodi




História IV:

Com saps què és un somni? Un somni és un desitg? És real?
Un somni és una nena que es balanceja en un gronxador, al bell mig d’una nit. És una nena que mira a la selva, la selva que hi ha sota d’ella. És un gronxador que penja de la Lluna. Aquella nena és la Lluna.
Un somni. Un somni que és realitat. Perque existeix. Perquè existeix, no? Clar que existeix, la Lluna la veu tothom, la nena està allà, i ens mira, i es pregunta cóm serà el mon aquí abaix.
Mentre vola en el cel, a tota velocitat, es mira al voltant, admira la selva, i els seus animals. Somriu. Somriu perque ella també somía, somía el mon als seus peus, tal i com nosaltres somiem la Lluna
darrera seu. I nosaltres, com ella, somriem mentre ho fem, perque en el fons és un somni, i un somni és real, tot i que no ho sapiguem.

Escrit per: Blair